Incidenti stradali: principali cause

controlli notturni polstrada rovigoLa prima regola di una guida sicura è guidare bene. Sembrerebbe una frase scontata, ma, di fatto, non lo è per una rilevante percentuale di italiani. Se è vero che anche lo stato di salute del conducente – come emerge da una ricerca condotta da Aci e Istat – incide sulla guida sicura, tanto che sono ultrasessantacinquenni e con patologie alla vista più di un quarto delle vittime di incidenti stradali; è pur vero che la stragrande maggioranza degli incidenti stradali è riconducibile a imprudenza e imperizia dei conducenti. Una semplice distrazione alla guida aumenta i tempi di reazione del 30-50%; e il rischio di incidente diventa di ben quattro volte maggiore. Tralasciando l’aspetto, seppur importante della casistica dei sinistri stradali causati da “forza maggiore” (guasti meccanici al veicolo, problemi legati al manto stradale, improvviso attraversamento della carreggiata da parte di animali ecc.), analizziamo le principali cause collegate a imprudenza o imperizia del guidatore. Sul podio si attesta il mancato rispetto dei limiti di velocità, seguito dalla guida in stato di ebbrezza o in stato di alterazione per uso di sostanze stupefacenti. A ruota poi il mancato rispetto della distanza di sicurezza; l’uso di cellulari, tablet e apparecchi similari; il mancato rispetto delle regole del codice della strada riguardo a sorpassi, utilizzo delle corsie di emergenza, del giubbino rifrangente ove previsto, del casco ecc. Insomma, italiani alla guida popolo di scalmanati. Parrebbe, infatti, che gli automobilisti del Belpaese conoscano le regole del codice della strada, ma non le rispettino, conclusione avvalorata anche da una ricerca di mercato Nexplora. Il 32% degli intervistati ha ammesso di aver guidato sotto l’effetto dell’alcool; il 25% di esser passato col rosso; il 69% di aver superato i limiti di velocità; il 56% si è dichiarato colpevole di occupare la corsia di sorpasso a sproposito e il 52% di non utilizzare gli indicatori di direzione durante i sorpassi. Il 27%, poi, ha ammesso di non rispettare le distanze di sicurezza.Tra le pecche degli italiani al volante un posto d’onore occupano le rotatorie: ritenute un metodo efficace per snellire il traffico dal 49% del campione, sono però considerate un mistero quanto a regole della precedenza dal 35%. E i vizi degli italiani alla guida sono confermati anche da un’altra ricerca (Tns Italia) che stila una classifi ca delle infrazioni più diffuse: sul podio il non rispetto dei limiti di velocità, infrazione commessa dal 56% dei patentati. Al secondo posto parlare al cellulare mentre si è alla guida, cattiva e pericolosa abitudine per il 52% dei guidatori (il 58% nella fascia d’età compresa tra i 18 e i 24 anni). Medaglia di bronzo al mancato rispetto delle distanze di sicurezza, commessa dal 35% degli italiani, seguita dal mancato rispetto del semaforo rosso, infrazione usuale per il 31% degli automobilisti. E le cinture? In pochi le allacciano: al Sud solo un automobilista su due (il 46%). A livello nazionale, gli ultra 55enni sono restii a utilizzarle. Mettersi alla guida concentrati, con un’auto a posto con la manutenzione, rispettosi delle regole e riposati dovrebbe essere un comandamento per ogni automobilista. E il buon senso dovrebbe guidare tutti.

 

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